L'armonia delle parole

Quando le parole, sapientemente accostate, sono armonia.

Chi sono

Utente: RenzoMontagnoli
Nome: Renzo Montagnoli
Un eterno illuso.

Partecipano

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
lunedì, 30 marzo 2009

L'aria di Salina..., di Domenico Sergi

Non sono mai stato a Salina, ma, dopo aver letto questa poesia, ho avuto chiara la sensazione di un ricordo, non mio, che è entrato in me.
 
 
L
L’aria di Salina…
di Domenico Sergi
 
La senti sul viso stamattina,
un'aria mite, lieve, sbarazzina,
che dappertutto aleggia,
sulle mitiche alture di Salina.
Su, su, per Malfa, per le sue falde al monte,
ogni fogliame d'albero e' ondeggiante,
e di piante,
dai lunghi tentacoli di cappero,
agli alti e verdi rami di finocchio,
che ormai vecchio
si sporge verso l'alto, offrendo al vento,
il seme corollato da sbriciolare
e spargere a semenza, dappertutto.
 
E l'aria canta, leggera sibilando,
sui terrazzati e vividi vigneti,
come in giro portando
un suo messaggio arcano,
che leggere non sa, ne può,
l'uomo moderno
che ha perso l’antico sesto senso,
lungo l'oblio del tempo,
correndo in altre direzioni,
lungo altro progresso,
scordandosi di antiche dimensioni !
 
Soffia leggera brezza
dacci di te un qualche indizio,
ricordaci, se puoi, di antiche sensazioni,
riportaci del tempo ave emozioni,
ridacci un lampo di quelle che furon già
antiche ed avanzate civiltà,
chissà ? forse, di trentamila anni fa....
 
 
Questa è la canzone che penso si associ meglio:
 
 http://www.youtube.com/watch?v=ksiFrib7vh0&feature=related
 
 
 
 
 
postato da: RenzoMontagnoli alle ore 07:07 | link | commenti (7)
categorie: poeti e poesie

Una nave impazzita, di Piero Gaffuri

Una nave impazzita
Una nave impazzita
di Piero Gaffuri
Prefazione dell’autore
Edizioni Il Foglio Letterario
www.ilfoglioletterario.it
ilfoglio@infol.it
Poesia
Collana Autori Contemporanei Poesia
Pagg. 41
ISBN: 978 - 88 - 7606 - 208 – 7
Prezzo: € 10,00
 
 
 
Una nave impazzita è un omaggio al mare, all’acqua nella sua immensità, fonte di vita, ma anche di libertà, perché lì non vi sono confini, se non quelli naturali delle coste e allora perché non cercare di percorrere nuove rotte, senza piani di viaggio, ma così per caso, sotto l’effetto dell’ispirazione, alla ricerca di se stessi.
Piero Gaffuri è al tempo stesso nocchiero, viaggiatore, scafo, onda e perfino mare, è un odisseo che volontariamente rifugge il luogo di ogni giorno, la vita omologata per salpare per un lungo viaggio che gli faccia scoprire quanto di nascosto c’è in lui.
Sarà che amo tanto il mare, ma mi sono inebriato leggendo certi versi, ho aspirato aria salmastra, mi sono lasciato bagnare delle onde, ho cavalcato con i delfini, in poche parole sono entrato nella poetica dell’autore.
 
MARE
 
Quante volte
ho temuto di perdermi
nell’azzurro del cielo
ubriaco di sonno e sole.
Cosa avrei fatto
senza la forza nelle braccia,
i gomiti, i muscoli del corpo,
il collo, la spina dorsale?
Perché davanti a me
c’era sempre mare:
il vento sul viso
con la forza di un pugno,
il suo profumo,
di ragazza perfida e selvaggia,
il richiamo dell’acqua profonda
e i pesci, sfuggenti e misteriosi.
Lo so
e non voglio tentarvi.
So cosa significa,
ma lasciatemi andare,
libero, ancora.
 
Il mare, amico e nemico, il luogo ideale per un’evasione dal nostro guscio, conchiglie rinserrate nei simboli di una civiltà opprimente, mentre là, quell’immensa distesa, sempre mobile, ricca di vita, fa sognare la fuga verso un’isola inconscia che sappiamo esistere in noi, ma che la fretta del giorno ci nasconde.
E questo paradiso apparentemente perduto è la salvezza; basta che diamo una svolta a tutto, senza progetti, senza impegni, senza scadenze e, novelli olandesi volanti, prendiamo la via del mare, per tuffarci nella libertà, per ritornare a essere uomini.
Dotate di uno stile accattivante e particolarmente efficace, queste liriche si leggono con vero piacere e descrizioni, ambienti e paesaggi le ornano di uno sfondo quasi mistico.  
Una nave impazzita è un canto di libertà.
 
 
Piero Gaffuri nasce a Padova nel 1956 e inizia l’attività di narratore nei primi anni ottanta. Insieme a un gruppo di amici, Pino Corrias, Claudio Piersanti, Marino Sinibaldi e altri, guidati da Goffredo Fofi, è tra i giovani autori della rivista letteraria “Linea d’Ombra”.
Nel 1999 pubblica il primo romanzo “Apnea” per i tipi di Marsilio Editori. “Apnea” racconta isole, uomini e pesci. Il libro incontra il favore della critica e una buona attenzione di pubblico.
Nel 2002 esce “Il corsaro”, una storia di sconfitte e rivincite professionali, ma anche di spiagge, di dune rubate e di baie inaccessibili. “Il corsaro” vince il Premio libro per l’estate.
Nel maggio del 2006 esce l’ultimo lavoro: “Il sorriso del vento”. L’avventura è centrale, la fuga dal mondo di due amici alla ricerca di un tesoro e immersioni, mare, corallo nel contesto, un poco surreale, di un’isola apparentemente disabitata, al cospetto di uomini residuali che hanno ancora la forza e il coraggio di vivere d’arte e d’amore.
“Il sorriso del vento” ha vinto il Premio “La cultura del mare”, ha ottenuto menzioni di merito al Premio Roma e al Premio Città di Gaeta, è stato finalista al premio Forte Village e al Premio “Il libro del mare” Casinò di Sanremo.
Nel marzo 2007, Gaffuri, coadiuvato dagli attori Anna Ferruzzo e Massimo Wertmuller e dalla musicista Ana Covaser, è autore e regista di uno spettacolo teatrale dal titolo “Il mare racconta” presentato in anteprima al salone del mare di Roma.
 
 
Recensione di Renzo Montagnoli
postato da: RenzoMontagnoli alle ore 07:04 | link | commenti (1)
categorie: consigli di lettura

Comunicato del 30 marzo 2009

Su Letteratitudine si parla di psicanalisi prendendo spunto dal romanzo di Ferdinando Camon La malattia chiamata uomo.
 
 
Un ricordo di famiglia con Il ritratto, di Grazia Giordani.
 
 
Ancora un ritratto, ma d’autore: Morena Fanti.
 
postato da: RenzoMontagnoli alle ore 07:00 | link | commenti (2)
categorie: comunicati
venerdì, 27 marzo 2009

Comunicato del 27 marzo 2009

L’aggiornamento di Arteinsieme.
 
 
Il III Editto dell’imperatore Patrizius I.
 
 
No comment, ma invece è d’obbligo commentare.
 
 
Cari poeti e comunque riguarda tutti coloro che amano la poesia, su Letteratitudine c’è un articolo che s’intitola La poesia: specialità dei perdenti? e che riporta anche un’intervista che mi ha fatto Massimo Maugeri. Dovete intervenire, perché l’argomento è importante, e non abbiate alibi, perché questa è la vostra occasione per dire quanto veramente amate la poesia.
postato da: RenzoMontagnoli alle ore 07:42 | link | commenti (3)
categorie: comunicati
giovedì, 26 marzo 2009

Il disgusto, di Renzo Montagnoli

Il disgusto
Il disgusto
di Renzo Montagnoli
 
Costituzione della Repubblica Italiana
Art.32
La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.
 
Quando i padri costituenti scrissero questo testo fondamentale per la nostra repubblica ebbero a mente e a guida soprattutto due valori: la libertà dell’individuo e la solidarietà, due principi di grandissima portata e degni di un concetto di umanità volto a tutelarne la dignità.
 
La legge in corso di approvazione al parlamento sul testamento biologico è un’aberrazione di stampo feudale, secondo la quale un governo è padrone della vita e della morte dei suoi cittadini.
L’art. 32 non obbliga l’individuo a continuare a essere curato contro la sua volontà, ma gli concede la facoltà di rifiutare tale trattamento.
La legge in discussione invece impone al cittadino di essere curato contro la sua volontà.
Mi sembra evidente che c’è qualche cosa che non funziona, nel senso che, a parte l’evidente violazione della norma costituzionale, vengono meno quei fondamentali diritti di libertà dell’individuo propri di un concetto di dignità dell’uomo.
Del resto la vicenda di Eluana Englaro è stata alquanto significativa e se si può imputare al Vaticano un’eccessiva interferenza negli affari interni italiani, ciò che è più grave è il servilismo dimostrato non solo dalla coalizione di maggioranza, ma anche da quella che dovrebbe essere l’opposizione progressista, cioè il Partito Democratico, che di una serrata battaglia contro questa legge liberticida avrebbe dovuto fare la ragione stessa della sua esistenza.
Purtroppo non è stato così, anche perché è sempre più evidente lo scollamento dei politici dalle realtà del paese e, soprattutto, dallo spirito della Costituzione, già violata in modo abnorme con il cosiddetto Lodo Alfano. Anche in quella circostanza non ho udito gli esponenti della sinistra rivolgersi agli italiani spiegando con semplicità, e sarebbe stato molto facile, in cosa la novità di fatto consisteva, cioè nell’attribuire il diritto di impunità alle quattro più alte cariche dello stato. Nemmeno nelle attuali monarchie esiste una legge così ignominiosa, eppure c’è stata un’opposizione morbida, come morbidissima è per il testamento biologico.
Non mi meraviglio tanto dell’atteggiamento del Vaticano, una monarchia assoluta e fondamentalista, ma mi viene il voltastomaco a pensare di essere passato da libero cittadino a suddito, e poi da questo a schiavo.
La legge passerà, perché ci sono i numeri e un’opposizione blanda, forse ci sarà qualche ricorso per incostituzionalità, forse ancora sarà necessario ricorrere a un referendum, ma quello che non cambia, anche qualora grazie ai succitati strumenti la legge diventasse inefficace, è quel profondo senso di disgusto che ogni giorno di più mi pervade nel vedere che il potere viene esercitato solo con il fine del male, e non del bene dei cittadini.
 
 
 
postato da: RenzoMontagnoli alle ore 06:51 | link | commenti (8)
categorie: editoriale

Alcuni Concorsi Letterari scadenti nel mese di aprile 2009

Alcuni Concorsi Letterari scadenti nel mese di aprile 2009
 
 
XXXIX Premio di poesia Formica Nera-Città di Padova - scadenza 3 aprile 2009 (per il bando cliccare qui)
 
 
XXIII Edizione Premio di poesia Lorenzo Montano scadenza 15 aprile 2009 (per il bando cliccare qui)
 
 
Premio Nazionale di Narrativa “Maria Teresa Di Lascia” – scadenza 15 aprile 2009 (per il bando cliccare qui) 
 
 
 
 
Premio letterario di poesia, narrativa e fotografia “Firenze: prova a scriverla” – Scadenza 16 aprile 2009 (per il bando cliccare qui)
 
 
 
L’Ago – Albanogreggioldenico XI scadenza 18 aprile 2009 (per il bando cliccare qui)
 
 
Concorso Letterario Nazionale “Città di Sortino” – scadenza 30 aprile 2009 (per il bando cliccare qui)
 
 
Premio Nazionale Letterario PANTA REI – scadenza 30 aprile 2009 (per il bando cliccare qui)
 
 
 
 
 
 
postato da: RenzoMontagnoli alle ore 06:48 | link | commenti
categorie: concorsi letterari
martedì, 24 marzo 2009

Mantova, di Il Gabbiano

E’ un bell’omaggio alla mia città…
Mantova
 
Mantova
di Il Gabbiano

I bagliori dell'aurora
Oscurano le ombre della notte
Per presentarci i magnifici
Colori del giorno.
L'orizzonte è infiammato
Presentandoci le bellezze del creato.
Si diffonde nell'aria questa mattina
Il profumo dei fiori di loto
Che galleggiano in superficie
Sulle acque placide del Mincio
E dei suoi freschi laghi
Ma tu, vecchia e bella signora addormentata
Dai muri rossi di mattoni stinti e scrostati
Dal trascorrere lento delle stagioni
Ti ergi fiera nel tempo,
Il Mincio con i suoi laghi tranquilli
Rappresentano una trilogia lacustre
Dove si specchia un arcano maniero
Le torri merlate che evocano grandi battaglie.
Grandi amori con dame e cavalieri
E di giovani principi innamorati
Fra le tue vecchie mura si videro artisti, letterati.
Dame, giullari e cavalieri.
Nella visita guidata di ieri
Molto mi hanno impressionato i tuoi affacci.
Da dove si ammira un paesaggio da favola
I grandi saloni allineati e la camera da letto "pitta"
Dove l'artista ha dipinto gli amorini
Fra le rose dei giardini all'italiana.
Ma con le prime luci dell'alba
S'accendono i tuoi magnifici colori velati.
Di un velo trasparente di nebbia
Sottile. Grigia e avvolgente
Che delimita i contorni dei tuoi laghi.
Ma nelle lunghe notti di luna piena
Una leggenda dice che dalle acque lacustre.
Emerge una dama magnifica e velata.
Di bianco vestita
Che porta scompiglio e trafigge la pace e la.
Serenità notturna di giovani innamorati.
E sospirosi amanti ancora assonnati
Ma eternamente alle loro dame abbracciati
Per poi inabissati nelle acque fredde e profonde.
Nel perpetuarsi del tempo
Sei abbagliata dai rossastri tramonti
Dove una campagna verde immersa nel silenzio.
Fervore delle opere contadine,
Riposa paesaggio d'argine e lacustre
Dove scorre sereno il vecchio Mincio
Con la sua fauna e le sue bellezze naturali
Parlando di questi luoghi,
Soavemente scrisse il Poeta Virgilio:
"Qui è verde il Mincio,
E di verdi canne ... carici e salici,
Che sopravvive appena fuori Mantova,
A sud della zona ... La campagna "
Da dove si possono scorgere
Lontani profili di monti
Il Baldo e le prime cime delle Alpi
Discoste e nevose.
 
Note in armonia con la poesia:
 
http://www.youtube.com/watch?v=N8XXcDUrdVk
 
 
 
 
postato da: RenzoMontagnoli alle ore 07:20 | link | commenti (6)
categorie: poeti e poesie

La notara, di Alfio Aurora

La notara
La notara
In Sicilia tre sono i potenti: il papa, il re e le femmine, di Alfio Aurora- Siciliano Editore – Pagg. 178 – ISBN 9788874424405 - € 12,00

In Sicilia tre sono i potenti: il papa, il re e le femmine. La femmina protagonista di questo romanzo d’esordio del catanese Alfio Aurora il rispetto se l’è conquistato con rabbia e spietato cinismo. Ed è diventata un capo, a cui gli uomini si sottomettono. Una storia tutta siciliana, catanese per l’esattezza, che racconta del degrado post-bellico, delle lotte per la sopravvivenza e la supremazia. La notara è una donna che non ci sta a schierarsi dalla parte dei vinti di verghiana memoria, è una belva ferita disposta ad azzannare e a sbranare chiunque intralci la sua scalata. Ha qualcosa di stregonesco e magico questo bel romanzo di Alfio Aurora, infarcito di personaggi femminili che ruotano attorno alla notara, assumendo il ruolo di antagonisti o di complici ma sempre pervasi da una propria vivacità dialettica. Posti in relazione l’uno all’altro si concatenano dando ritmo alla narrazione. La letteratura come specchio della vita, dell’epoca cui si ambienta una storia e delle sue stratificazioni sociali. Al centro la sicilianità come valore (o disvalore) ma che ne connota fortemente la trama. Alfio ha pennellato le pagine del suo romanzo con tinte di pittoresco folklore riuscendo ad armonizzarle. Insomma un esordio carico di promesse e buona parte di merito va anche all’editore Armando Siciliano, sempre a caccia di nuovi talenti. Anche la prefazione di Silvana La Spina è un avallo importante.



Alfio Aurora nasce a Lentini nel 1956, vive e lavora a Catania dove si è occupato di promozione artistica e culturale. Dal 1994 al 1996 in collaborazione con l’associazione culturale “900″ ha organizzato la Rassegna Chitarristica e la rassegna di musica e poesia ”Parole e Musica“. Dal 1996 al 1999 ha diretto la commissione Musica, Teatro e Danza del Museo d’Arte contemporanea di Trecastagni, realizzando il convegno regionale” Sicilia DOC in viaggio nel Mediterraneo” all’interno del quale sono stati consegnati riconoscimenti ad alcuni personaggi che si sono distinti per la promozione della cultura mediterranea: Agricantus, per la musica, Renzino Barbera, per il teatro, Marilena Samperi, per la promozione artigianale nei paesi del Mediterraneo. Nel 2001 si è accostato alla scrittura, pubblicando la prima opera “Lara Bar”. Con il romanzo “La Notara” ha vinto il Premio speciale per il concorso letterario nazionale “Città dei Sassi” di Matera. Contatti: alfio.aurora@tiscali.it
Salvo Zappulla
 
 
postato da: RenzoMontagnoli alle ore 07:18 | link | commenti
categorie: consigli di lettura