Succubi dello schermo maligno - Gli intuibili-evidenti sprechi ed insulti al cittadino da parte della televisione (di Stato e privata) mentre l'Italia fa la fame
La crisi economica non arretra piú di tanto, l'abbiamo capito, mi pare – percentuale in piú o in meno.
Una cosa che invece ci dovrebbe far rabbia è l'andazzo delle televisioni italiane mentre, appunto, la disoccupazione sta crescendo e mentre, aggiungo, non esiste alcun sussidio di disoccupazione per tutti i disoccupati del Belpaese – c'è solo la cassa integrazione, ma se il lavoro non ce l'avevi prima, cittadino italiano, nessuno ti aiuta tranne mamma e papà, e questo tu lo sai bene sulla tua pelle, mica stai in Germania, Slovenia o Francia, vero. Qui gli uffici di collocamento statali non esistono. Medioevo.
Allora vediamo come invece, è evidente, in questa situazione drammatica per tutti noi, butta generosamente i propri quattrini questo Stato con la televisione – e lo stesso fa l'azienda di un Primo Ministro che a chiacchiere, da premier, promette aiuti pubblici e nei fatti, da plenipotenziario dell'editoria tivú, paga a peso d'oro presentatori dementi, ballerine cretine eccetera (lo vedremo dopo), esattamente come la RAI dello Stato che, dopotutto, sempre lui stesso dirige da Palazzo Chigi (però lo Stato faceva cosí anche prima del signor B., certo, ma ora è ''troppo troppone troppissimo''). Lui, dico, insieme a quei personaggi da carte francesi (alludo al Buffone, il Jolly) in casacca verde che vorrebbero annullare l'Unità Nazionale e disprezzano Mameli. Poveretti, loro: se non stessero in provincia e non ci fossero la crisi e l'immigrazione, se li filerebbe solo lo psichiatra – lo stesso psichiatra che, ne son convinto, frequentano quelli del maggior partito di opposizione, privo di anima e liberista come l'insopportabile suo capetto occhialuto, falso intellettuale e rimbambito come gli altri suoi sodali, tranne quella minoranza attaccata ai libri ''vecchi'' e a Rainotte. Poi ci sono i comunisti, che proporrebbero Baffone. Lasciamoli stare, per carità: cerco di esser serio, io, con comunisti e fascisti convinti cerco di evitare alcun dialogo (ma son loro i primi a scartarmi) perché ormai costoro hanno distribuito assassini e fanatismo fin troppo ovunque per potersi permettere di dialogare in base ad una rispettabile civiltà democratica. Fascisti e comunisti. No, grazie. C'è di meglio. C'è gente che non ha massacrato nessuno – i repubblicani per esempio, ma sembrerebbero morti – e che dovrebbe vantare il pedigree di una vera onestà filosofico-politica. con loro parlerei ben volentieri.
Va be', torniamo all'amara realtà, va'. Allora. Una premessa e poi l'elenco, tanto per farvi fare, lettori, un po' di mente locale, qualche conto complessivo sulla ''nostra'' televisione – che vi ''offre'', come dicono le pubblicità, i suoi programmini per cretini: perché cretini vi credono i gestori delle tivú, questo è evidente (ma che ''offrire''! Non diciamo baggianate, su, per favore: i programmi bestiali noi ce li paghiamo come consumatori o soggetti fiscali, come pagatori di canone e muniti di telefonino, eccetera: regalo un corno).
Bene: ecco la premessa: si mandano in onda diversi telefilm o commediole di infimo ordine e di continua incitazione alla violenza, all'insulto inutile, tutt'al piú alla mongoloide risata: sono delle serie e delle produzioni italiane o statunitensi, tedesche ad andar bene, tutte basate sul giallo, l'assassinio e la pistolettata, l'intrigo, la malattia, il processo penale, la morte. Insomma la stupidaggine e soprattutto la morte. La morte. Tutti i giorni lo Stato e i privati vi sbattono in faccia una televisione mortuaria e parolacciara, superficiale e offensiva, ma voi state lí senza pensare neanche ai bambini e dite di sí: sí, dite, mi appartiene, la accetto, la vedo e non dico mai niente in contrario, per carità! Piuttosto – direste casomai – ''Magari mia figlia potesse entrarvi''. Dovrei a questo punto credere che ve la meritiate, lettori, 'sta aberrazione fatta di pistole, corsie di ospedali, notiziari catacombali e veline. Ho detto veline? Ahia, le veline – offensivamente, per le professoresse vere, chiamate ''professoresse'' da qualcuno, addirittura – le veline che, grazie al panem et circenses, vengono pagate molto bene per fare le pseudo-sceme eccitanti nei quiz!
Ecco: la premessa è finita: entriamo nel dettaglio.
Io sono scandalizzato. Maledizione! Anzi: ''Peste e carestia!'', grido come griderebbe Italo Calvino per bocca di un suo personaggio (l'ugonotto Ezechiele, guardacaso), del ''Visconte dimezzato''. Sono scandalizzato dai giochi a premi televisivi che pagano presentatori semianalfabeti e dialettali assieme a concorrenti ignoranti e deficienti e ballerine incapaci, le quali ultime hanno solo una bella – ed eccitante – costituzione fisica da mostrare (niente da eccepire: per questo i nostri capi sono efficacissimi nella selezione delle meritevoli). Migliaia di euro dati ai concorrenti, al regista, agli scenografi, ai presentatori, alle sceme incapaci di cui sopra, invece di investirli in sussidi di disoccupazione, scuola, ospedali e, magari, in film interessanti, in cultura! Ma non vedete delle alternative a questa aberrazione, italiani? Non siete capaci di mettere gli occhi, oltre che sul seno delle ''professoresse idiote'' televisive, anche sul figlio del vicino di casa che non lavora da tre anni e non prende una lira dallo Stato? Non vedete che la scuola fa pena e vostro figlio è analfabeta anche se ha la laurea ed è un genio di Internet? Non capite che i nostri figli diverranno dei venali, degli squali, dei pirati privi di amore anche per i propri genitori, se non devieremo la rotta da questa mafiosa e assurda condotta pubblica – che è amorale, manco immorale, sarebbe troppo grasso, solo amorale e necrofiliaca, tombale, altro che democratica: la democrazia è fatta per i cittadini vivi, mica per per molti di noi, mica per chi si rifaccia il viso o il seno, o il sedere, per sembrare un ventenne: per sembrare un ventenne stupido come i nostri figli che son stupidi come i loro genitori – sempre noi. E anche sempre voi, dico con cordialità.
Quel che stupisce, comunque, non è la violenza dei prepotenti del medioevo attuale italiano: quel che stupisce è la accettazione supina di tutti voi. Voi che siete figli, come me, di una Storia fatta fino a cinquant'anni fa da italiani veri ed orgogliosi, e sempre voi che ora invece siete dei mentecatti assorbitori di leggi del mercato, siete dei pusillanimi che non sanno spegnere il televisore nemmeno quando hanno ospiti in casa: tenete lo schermo acceso, eh già. Vi fa compagnia perché siete già morti. O tali vi sentite dentro di voi – a settant'anni come a venti.
Voi che non create cultura né movimenti politici maturi e consapevoli, fatti con equilibrio e cultura umanistica – sí: l'umanesimo di Lorenzo de' Medici, amici cari, proprio quello.
E intanto, mentre voi aspettate il Requiem, sapete cosa fanno i potenti per chi potrebbe vivere meglio – i vostri figlioli, i nostri connazionali? I potenti di ogni partito dànno loro le soubrette che vengono pagate a peso d'oro e i cantanti americani, i telefilm americani a ripetizione, notte e giorno. Li istupidiscono, i potenti, i vostri figli, per scavar loro ancor piú a fondo la fossa che voi stessi, insani vecchi, avete iniziato a scavare con le vostre decadenti mani. E intanto l'Italia fa la fame. Buona televisone, cari, dunque: salutatemela – e ditele che io la disprezzo e la tengo spenta anche se sono costretto a pagarla per colpa vostra che la vedete di continuo ed acriticamente. E i giochi a premi, i quiz, vorrei eliminarli dalla faccia della terra, come il sottosviluppo socio-culturale-politico da cui sono nati (Mike, buon giorno!) e la offensiva strafottenza di chi li finanzia alla faccia dei poveri. Noi poveri, dopotutto, che tali restiamo.
Sergio Sozi