Questa mattina, al risveglio, ho avvertito chiaramente un’atmosfera diversa, quasi rarefatta, e in un silenzio ovattato, in cui più marcati sono i sibili del vento, ho guardato fuori dalla finestra e ho visto la prima neve.
Rino Armato spazia a tutto campo nella storia e così questa volta si è interessato di Voltaire e in particolare del suo saggio Il secolo di Luigi XIV.
Mi permetto di segnalare il dono che mi ha fatto Laura Costantini, che ringrazio, con la sua bella recensione della mia silloge Il cerchio infinito.
E sempre in tema di recensioni Sabrina Campolongo ha letto e commentato Uno in diviso, di Alcide Pierantozzi.
Secondo voi, chi può aver scritto la frase che segue?
Il problema è che in una Italia di marchettari, che l’editoria soffra gliene frega niente a nessuno, o comunque a pochi: si pubblica non per meritocrazia, ma per il nome e le conoscenze che uno c’ha.
Parlar d’amore, quasi un gioco a cui partecipare partendo da tre situazioni sentimentali tratte rispettivamente da Cime tempestose, da Anna Karénina e da Per chi suona la campana. Dove? Ma da Giornalista curiosa.
Fra porte che cigolano, ululati notturni, lamenti ed ectoplasmi Simonetta Santamaria tiene banco su Letteratitudine con La letteratura del terrore.
L’invito (non pensate male…) di Natàlia.
Sere di poeti su rossiorizzonti con alcuni versi dedicati a ore che invogliano a riflessioni.
Prendo qualche giorno di pausa, insomma mi riposo un po’, staccandomi anche da Internet.