'A JATTA
di Cinzia Pierangelini
Edizioni GBM
Narrativa romanzo
Pagg. 160
ISBN: 978-88-7560-022-8
Prezzo: € 13,50
C’è qualche cosa che assilla Alfredo, pensionato e scapolo impenitente, lungo tutto l’arco della giornata e che gli impedisce perfino di dormire, è un tarlo che lentamente rosicchia la sua vita e che gli propone di continuo il bilancio dell’esistenza. Quello che lui non vuole ammettere è che ormai è in preda alla solitudine, un sentimento di scoramento che, persi gli ardori giovanili, lo fa sentire nel deserto di una casa vuota e anche l’amico più fidato che decide di punto in bianco di sposarsi è un’ulteriore spina che si conficca profondamente nel cuore, ampliando il senso di smarrimento che si impadronisce di lui e che gli fa perdere la memoria, perché tanto di importante c’è poco da ricordare.
Andrea, invece, più giovane e determinato, corona il desiderio da tanto tempo agognato di concretizzare quella natura profondamente femminile che si porta fin dalla nascita pur nei panni di un maschio. Gli interventi chirurgici che lo trasformano in femmina, una bella femmina peraltro, gli acuiscono però quel senso di incompletezza che potrebbe essere colmato solo con l’incontro con un uomo, di modo che l’amore, quello vero, costituisca il punto di arrivo e di ripartenza della sua vita.
I due personaggi, non atipici, soprattutto Alfredo, per uno strano scherzo del destino finiranno per incrociare le loro strade e dopo alterne vicende confluiranno in unico percorso che darà un senso a tutta la loro vita.
Questo secondo romanzo di Cinzia Pierangelini, dopo il convincente Eraclito e il muro, sempre edito da GBM, conferma le buone capacità narrative dell’autrice che riesce a confezionare una storia che si snoda senza intoppi e nel complesso convincente.
L’ambientazione è ancora una volta quella della provincia siciliana, tanto che non è infrequente il ricorso a un fraseggio in dialetto, volto più che altro a dare spessore a certe situazioni o affermazioni.
La trama è anche una schermaglia amorosa, in cui si inserisce un terzo incomodo, Giorgio, un violoncellista di fama internazionale che s’innamora di Andrea, provocando la gelosia di Alfredo, con tanto di ansie e tormenti.
Troviamo così alcune tipicità dell’autrice, come appunto la figura del musicista, con delle belle descrizioni delle esecuzioni di brani classici, e anche l’amore per gli animali, tanto che Andrea nutre una vera passione per i cani, un affetto materno che riversa su di loro consapevole che la trasformazione che l’ha resa donna esteticamente non potrà mai darle la gioia di un figlio.
Ma il titolo che c’entra con la storia?
‘A jatta, cioè la gatta, è l’unica compagnia, peraltro mal sopportata da Alfredo, a cui è pervenuta in eredità; la bestia, che apre e chiude il romanzo, è di indolente natura, ma i progressivi mutamenti del padrone la porteranno a ricercare l’amore di un altro suo simile. Ci riuscirà e lei e i piccoli, frutto di una scappatella, troveranno l’affetto di Andrea e di Alfredo.
Scritto con l’italiano corretto e ormai non consueto che è proprio dell’autrice, ‘A jatta è un romanzo che corre sicuro su binari stilisticamente apprezzabili e che risulta di assai piacevole lettura, tanto che lo consiglio vivamente.
Cinzia Pierangelini è nata nel 1963 a Messina, dove vive e svolge l'attività di docente e violinista. Ha iniziato a scrivere solo nel 2004, realizzando così un sogno che si portava dietro sin dai tempi dell'adolescenza.
Ha pubblicato: Dall’ultimo leggio, raccolta di racconti, ed. traccediverse - Eraclito e il muro, romanzo ed.GBM - 'A jatta, romanzo ed. GBM - Draghia, romanzo fantasy. In uscita Il professor Scelestus – romanzo fantasy per ragazzi. Suoi racconti e poesie si trovano nelle antologie. Noir. Quindici passi nel buio; Il mio mare; Libera uscita; Femmine, Concorso di emozioni, Corrispondenze di sensi; Siculiana. Una fiaba per Gramos, antologia a scopo benefico ed. Lulu. Il racconto Il piromane vincitore del concorso Writers-Magazine 2007 e il racconto Non c'è musica sono stati pubblicati dalla rivista Writersmagazine. Tutti i colori dei bambini, antologia a scopo benefico ed.Montag.
Intervista a Cinzia Pierangelini, autrice del romanzo ‘A jatta, edito da GBM.
E così dopo Eraclito e il muro, il tuo primo romanzo, esci ora con ‘A jatta.
Di che si tratta?
Di una storia d’amore. A modo mio, ovvio. Il tema sarebbe serio e scottante, lo è nella realtà; lo è anche nel libro in parte ma è affrontato senza scandalo, senza ‘spettacolo’, con la voglia di amore, poesia, leggerezza e ironia che ogni vita merita. La transessualità pretende rispetto, conoscenza soprattutto. Ho voluto provare a immedesimarmi davvero nei problemi di Andrea, la mia dolce transessuale. Tuttavia non è lei quella che considero protagonista del libro bensì Alfredo, questo dongiovanni un po’ invecchiato che si trova a fare i conti con se stesso, un rivale violoncellista e il preconcetto di una cittadina di provincia.
Perché questo strano titolo e peraltro in dialetto siciliano?
Be’ c’è una gatta che tutti scambiano per gatto e… sgattaiola tra le pagine gnaulando. In dialetto, perché no? Mi piace scrivere come ascolto.
Dato il tema particolare, penso ti sarai un po’ documentata sul fenomeno dei transessuali. Al riguardo, come hai proceduto?
Ho letto tutto ciò che son riuscita sul web, ma soprattutto ho trovato due donne, una operata e una in fase di transizione, che tramite mail mi hanno aiutata molto, mi hanno aperto gli occhi su un mondo sconosciuto dove ‘pregiudizio’ è la parola chiave e della sofferenza non si tiene conto. Spero di non deluderle, di non deludere Katia e Silvy, è la cosa che spero di più per questo romanzo.
Ora una domanda un po’ particolare. Che cosa significa per te scrivere e, soprattutto, che importanza ha per la tua vita?
Per la mia vita è una rovina: mia figlia quando scrivo a capofitto mi odia, non ostante i libri per ragazzi che finalmente hanno trovato il loro spazio editoriale; la casa va in rovina e persino il cane sbuffa e mi guarda male. Io riesco a stare anche 12 ore davanti al pc se ho un lavoro in corso e molte sigarette. Ma mentre scrivo…è bellissimo, ho cento vite e possibilità all’inizio, ma poi i personaggi acquistano indipendenza, mi spingono e trascinano, il libro si fa da solo e io vivo in simbiosi, anzi in parassitismo! Dopo la delizia, però, la crisi del ‘pubblicare’ e lì mi odio da sola. Insomma, non sono sicura che scrivere per me sia un bene in assoluto ma non posso farne a meno: mi completa, mi affascina, mi appartiene e questo da sempre, anche se ho aspettato 40 anni per cedere alla tentazione.
I tuoi rapporti con l’editoria: in generale e in particolare, cioè come giudichi il mondo degli editori e i tuoi editori?
Non posso dir male dei miei editori (son tre diversi attualmente) e forse non sarebbe giusto dire male in genere della categoria. L’editoria segue a ruota il resto del mondo in cui viviamo, con i suoi compromessi, il consumismo, l’ingannevole pubblicità, la massificazione dei desideri et cetera. Della GBM, con cui uscirà questo secondo romanzo, voglio però aggiungere che segue sani principi e non cede a ‘tentazioni’ di facile guadagno. Questo mi rende serena sul mio lavoro.
Progetti per il futuro. Ci sono progetti letterari in corso o comunque di imminente avvio?
Ho in uscita il secondo romanzo per ragazzi, dopo il recente fantasy Draghia che sta ottenendo bellissimi commenti; si chiamerà, credo, Il professor Scelestus e sarà pubblicato con una piccola casa editrice. Inoltre ho già scritto, ed è in fase di correzione, il mio terzo romanzo mainstream ‘In principio fu il mare’. Adesso attendo pazientemente che qualche storia o personaggio venga a risvegliarmi dall’ozio estivo, mi troverà pronta a ricominciare. Insomma non mi fermo!
Grazie Cinzia e nel salutarti associo agli auguri di successo di questo romanzo anche quelli di un sereno anno nuovo.
Recensione e intervista a cura di Renzo Montagnoli