Un monologo interiore, elaborazione della memoria, prima che cali la notte.
Crepuscolo
di Cristina Bove
Prendi respiro anima mia
dalle paure del giorno
dal sofferto cammino
del tuo corpo…
Hai sopportato lame
d’acuminato dolore per esistere
e ancora un poco prima che la sera
scenda sull’invisibile
orizzonte
arrenditi al miracolo
d’essere viva ancora
nel crepuscolo.
(da Fiori e fulmini – Edizioni
Il Foglio letterario, 2007)
Di Mozart (Sinfonia n. 40 in G min) è l’accompagnamento: