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venerdì, 03 luglio 2009

Il barone rampante, di Italo Calvino

Il barone rampante
Il barone rampante
di Italo Calvino
Presentazione dell’autore
Arnoldo Mondadori Editore
Collana Oscar
Narrativa romanzo
Pagg. 264
ISBN: 9788804370857
Prezzo: € 9,00
 
 
Italo Calvino, per completezza Italo Giovanni Calvino Mameli, è stato senza ombra di dubbio un intellettuale di notevole impegno politico, civile e culturale. Autore eclettico, che sapeva spaziare dalla saggistica al racconto e infine al romanzo, è stato ed è ancora un preciso punto di riferimento per la sua attività di sperimentazione letteraria, oltre a essere considerato uno dei più importanti autori del genere fantastico. Lo spirito anarchico, di cui era permeato, si rifletterà anche nelle vicissitudini politiche, ma soprattutto in quell’andare controcorrente nella narrativa, con una sua particolare interpretazione del fantastico, che tende a evidenziare un aspetto onirico, la concretizzazione, sia a pure a livello di scrittura, di un sogno permanente di libertà assoluta e in ciò di ampio anticonformismo.
E’ questa una produzione di grande valore che comprende, fra l’altro, Il barone rampante, opera ambientata in un immaginario paese della riviera ligure, Ombrosa e connotata dalla vicenda del primogenito del barone Arminio Piovasco di Rondò, Cosimo, che ancora fanciullo, a seguito di un litigio avvenuto il 15 giugno 1767, decide di punto in bianco di andare a vivere sugli alberi. La storia è narrata dal fratello minore Biagio che invece preferisce restarsene nella casa patrizia, pur invidiando la scelta di campo di Cosimo.
Detta così può sembrare la vicenda dello scemo di paese o di un fenomeno da baraccone, ma la figura di questo arboricolo si staglia netta in una serie di personaggi godibilissimi, vere e proprie caricature, e in un intreccio di fatti che gradualmente finiscono per il coinvolgere il lettore, al punto di desiderare di poter godere della stessa immensa libertà.
Cosimo è per alcuni un originale, per altri un pazzo, ma in effetti rappresenta la massima aspirazione per una vita slegata dalle consuetudini, da qualsiasi cerimoniale e scevra da leggi e laccioli, tranne quelli della natura.
Non è improbabile, anzi penso sia più che possibile che l’arboricolo sia l’alter ego di Calvino stesso. Del resto, il personaggio presenta comuni caratteristiche, quali quelle di essere un intellettuale e di battersi in favore della povera gente, che lo capisce infatti, al punto che, divenuto vecchio e malato, lo assiste amorevolmente, sempre senza che lui, da quando salì sugli alberi quella prima volta, debba mettere i piedi per terra.
Questo desiderio di elevarsi dal mondo, di essere solo e unicamente padrone di se stesso, trova poi una geniale conclusione nella sua dipartita, una toccante ascesa in cielo.
Il barone rampante è sicuramente un romanzo di grande valore e ne consiglio vivamente la lettura.
 
 
Italo Calvino (Santiago de Las Vegas, 15 ottobre 1923 – Siena, 19 settembre 1985).
 
Ha scritto numerosi testi di narrativa, fra i quali:
 
Il sentiero dei nidi di ragno (1947), Ultimo viene il corvo (1949), Il visconte dimezzato (1952), Fiabe italiane (1956), Il barone rampante (1957), Il cavaliere inesistente (1959), Marcovaldo ovvero Le stagioni in città (1963), La giornata di uno scrutatore (1963), Il castello dei destini incrociati (1969), Le città invisibili (1972).
 
Recensione di Renzo Montagnoli
postato da: RenzoMontagnoli alle ore 11:33 | link | commenti (4)
categorie: consigli di lettura

Commenti
#1    03 Luglio 2009 - 17:40
 
Confesso (vergognandomi un po') che non ho mai letto nulla di Calvino. Però l'inverno scorso ho ascoltato per radio proprio il romanzo recensito da Renzo. Ed è stata una piacevolissima esperienza. Mi ero riproposta di acquistarlo e di acquistare altre opere del grande scrittore. Poi me ne sono dimenticata. Devo così ringraziare Renzo per avermelo fatto tornare in mente.

Milvia
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Soriana

#2    03 Luglio 2009 - 18:39
 
Lessi a suo tempo la Trilogia, e il Marcovaldo. Sono da sempre una sua estimatrice e la tua recensione è perfetta.
grazie.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente cristinabove

#3    04 Luglio 2009 - 22:01
 
Marcovaldo ,Il barone rampante e Il visconte dimezzato erano le letture cult per i ragazzi delle medie e ne andavano matti ...personaggi fantastici ,ricchi dentro,alternativi alla piattezza del vivere...( a partire dagli anni 80 el 2000)Negli ultimi anni quasi tutti gli alunni trovavano i testi noiosi ,strani ,senza suspence e azione...e ahimè ,siamo passati a Potter.Grazie e complimenti per l'accurata ed esauriente recensione.
Se posso consigliare ,il libro più bello di Calvino, amio modesto avviso, è "Le città invisibili".
Tinti
utente anonimo

#4    04 Luglio 2009 - 23:28
 
Confermo quanto affermato da Tinti. Qualche alunno ancora resiste e Hanry Potter sta perdendo i colpi.
Complimenti per la recensione.
franca
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