L'armonia delle parole

Quando le parole, sapientemente accostate, sono armonia.

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Utente: RenzoMontagnoli
Nome: Renzo Montagnoli
Un eterno illuso.

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giovedì, 19 novembre 2009

Le parole non dette, di Renzo Montagnoli

Ogni tanto riaffiorano

Le parole non dette
 
Le parole non dette
di Renzo Montagnoli
 
Quante parole
dette in una vita
nessuna da ricordare
solo quelle non dette
restano in mente
a chiedere il perché
del loro lungo silenzio.
Ma non c’è risposta
sotto un velo di malinconia
per ciò che dire si doveva
a chi ora udire non può.
 
Dire che la colonna sonora è stupenda sarebbe già riduttivo.
Meglio non aggiungere altro e ascoltarla…qui.
 
Foto da web
 
 
postato da: RenzoMontagnoli alle ore 08:03 | link | commenti (10)
categorie: poeti e poesie
martedì, 03 novembre 2009

Ad un passo dal cuore, di Gloria Venturini

Lo si cerca, ma a volte non ci si accorge di sfiorarlo.
 
 
Ad un passo dal cuore

Ad un passo dal cuore
di Gloria Venturini
 
Stringo fra le dita
 
cristalli d'anima,

fragili…
 
come le carezze non fatte.
 
Vagano nel silenzio
 
inespresso
 
di una domenica qualunque
 
i se del possibile,
 
delle porte
 
alle quali non ho bussato,
 
dei dire pieni di rabbia
 
e di dolore.
 
Negli spazi
 
sconfinati
 
di quest' anima
 
umanamente
 
incerta
 
riconosco l’errore
 
di aver vagato sola nella notte
 
e di essermi fermata
 
ad un passo da te.

 
La colonna sonora? Qui.
postato da: RenzoMontagnoli alle ore 07:24 | link | commenti (12)
categorie: poeti e poesie
giovedì, 29 ottobre 2009

Quelle voci, di Maria Allo

Ricordi che rimangono per continuare a vivere.

Quelle voci
 
Quelle voci
di Maria Allo
 

Veder la prima luce
Nella casa avìta
Di un paese piccolo
Con vie così strette
Che il cielo pende
Dalle labbra
Di colline curve
Crescere in via P.pe Umberto
Col nespolo dinanzi
Che accoglieva tutti
Come un vecchio frate
Sentir ancora
L'odorosa vigna
Di quando assonnati
Si seguiva mamma
"E rosi"
Avere ancora
Il sentore
Di erba bagnata
Di fresca rugiada
E di pomidori
Maturi a metà
Ed era felicità
Quando i piedi
Sporchi di polvere e d'erba
In equilibrio
Sul tronco bruciato
S' immergevano nel torrente
Che dalla vallata
Si snodava piano
Le radici sono tutte là
Tra la piazza e la chiesa
Che sola sa
Le parole non dette
E la solitudine
Che si trascina ancora
 
Ma era ieri
Ora tenui trasparenze
Le memorie
Ora i rimpianti
Le avare primavere
Incidono
Le pareti del passato
Ma quelle voci
Quelle voci
Restano nel cuore
E nei giorni
Che non hanno sole
Si cerca l'alba
Di quella luce vera....
 
E questa è la musica celestiale che accompagna i versi:
cliccate qui.
postato da: RenzoMontagnoli alle ore 18:42 | link | commenti (10)
categorie: poeti e poesie
sabato, 24 ottobre 2009

Il tempo, di Renzo Montagnoli

E’ forse una delle poesie più lunghe che ho scritto
ma era necessario per parlare del tempo.

Il tempo
 
IL TEMPO
di Renzo Montagnoli
 
Ho visto sciogliersi i ghiacci
blocchi di gelo franare
lungo impervi pendii
lenta la luce affievolirsi
un sole velato in un cielo
di spettrale diffuso grigiore.
Ho visto gli oceani turbinare
ergersi frementi su terre abitate
travolgere metropoli affollate
mentre l’oscurità pietosa
copriva un mondo attonito
senza più speranze né dei.
Ricordo Venezia sommersa
Un’atlantide rinnovata
un monito per il tempo a venire
solo una gondola,
di nero addobbata,
lenta scivolava su torbide acque,
feretro silenzioso di una città morta.
In giorni uguali alle notti
solo il buio a regnare sovrano
su un desolato mondo
rinunciatario alla vita.
Poi, i mari si ritrassero,
lentamente calarono fino a sparire.
E vortici di vento batterono lande desolate
sollevarono polveri fino al cielo
piegarono ciò che resistette
alla furia dell’acqua,
appiattirono un mondo senza più vita.
Nei disegni dell’universo
l’uomo sconvolse l’ordine
in una cieca e superba volontà
d’esser su tutto, anche su sé.
Ma un raggio di sole penetrò la caligine
rifratto in un cielo di nero colore
pietoso esplorò terre disseccate
brulle montagne deserti infiniti.
Lampi s’accesero fra nuvole nere
prese a scrosciare la pioggia
lacrime di uomini polvere da millenni.
Un seme rimasto a lungo in letargo
rapido si scosse alla frescura dell’acqua
e volle vedere quel che accadeva.
Un esile fiore sbocciò così alla vita
volle ridare un’altra possibilità di riuscita
a un uomo che venne assai dopo
ancora una scimmia dal dorso peloso
ignaro di quel che era stato
ignoto a se stesso inconsapevole d’essere.
Quanto è passato?
Possono essere millenni, oppure appena ieri,
istanti di nulla nell’eternità di un tempo
che immutabile scorre fra astri e pianeti
le piccole cose di un caos perfetto.
 
(da Il cerchio infinito –
Edizioni Il Foglio Letterario, 2008)
 
E questa mi sembra la colonna sonora che meglio accompagni questi versi.
 
postato da: RenzoMontagnoli alle ore 07:18 | link | commenti (11)
categorie: poeti e poesie
mercoledì, 14 ottobre 2009

Sono contenta, di Cristina Bove

Il perché di un’esistenza.
 
Sono contenta
Sono contenta
di Cristina Bove
 

Sono contenta di
essere nata
in questa me
d'essere stata
messa
in condizione di
non nuocere troppo

Sono contenta che
le circostanze
m'abbiano resa
libera
da colpe insopportabili
quelle che ho
mi bastano
per farmi ritenere
responsabile

Sono contenta che
malgrado me
sono passati gli anni
ed il mio cuore
non ha sepolto alcuno
Forse solo
speranze di peccati
veniali
noie mortali

Sono contenta d'essere.
 
Di seguito la colonna sonora:
 
http://www.youtube.com/watch?v=78Wo5yAClbU
 
 
 
 
 
 
 
 
 
postato da: RenzoMontagnoli alle ore 07:35 | link | commenti (13)
categorie: poeti e poesie
lunedì, 12 ottobre 2009

La voce dentro, di Renzo Montagnoli

Per avere gli occhi nel cielo.
 
La voce dentro

La voce dentro
di Renzo Montagnoli
 
S’alzò un’aria leggera
solo un fremito di vento
il sospiro d’un cielo
che si stingeva
al calar della sera.
Avevo gli occhi aperti
ma non vedevano
le ombre sempre più fitte
che scendevano a far dormire
un mondo stanco del lungo giorno.
Guardavo, scrutavo dentro me
raccoglievo brandelli di sogni
per togliermi il greve
per cercar nella solitudine
la compagnia dell’altro
che c’è in me.
Non fu che una voce
già udita nel tempo
forse portata dal vento
ma sono sicuro
veniva da dentro
 
Socchiudi gli occhi
e lasciati andare
galleggerai sulle dolci
onde di questo mare
fatto da illusioni della mente
che solo tu puoi vedere
da questa musica
che solo tu puoi ascoltare.
 
E così ho volato
ho ritrovato la quiete
di ore che non passano mai
sono corso dentro me stesso
nelle trasparenti valli dell’anima
ho messo in un sacco i miei sogni
per centellinarli uno alla volta.
Poi sono tornato alla realtà
d’ogni giorno
planando fra gli ultimi bagliori
di una fuga nella fantasia.
 
E questa è la musica che l’accompagna:
 
http://www.youtube.com/watch?v=KIpt_BIrIzM
 
 
 
 
 
 
 
 
postato da: RenzoMontagnoli alle ore 07:45 | link | commenti (23)
categorie: poeti e poesie
lunedì, 05 ottobre 2009

Lungo le rive del Po, del Gabbiano

Una descrizione poetica puntuale, quasi un ritratto del grande fiume e delle sue rive nel territorio mantovano.
 
Lungo le rive del Po
di Il Gabbiano

Camminando lunghe le golene
Ombreggiate da giovani
E verdi pioppeti
Che si specchiano sulle rive del
Vecchio fiume
Si sopperisce alla grande calura
Di questa bollente estate.
Proseguendo lungo il sentiero incontriamo
Spiaggette e bellissime insenature
Ideale habitat da anitre e folaghe
Che portano a spasso i loro pulcini
Dove svolazzano con le loro nidiate
Nei lunghi fossi con gli alti
Pioppeti che ondeggiano ad ogni
Alito di vento
Le rane si sono risvegliate del lungo
Letargo e si sono moltiplicate
Il loro gracidare dalla mattina alla sera
Nei fossati, nei canneti e negli stagni
E' un concerto a più voci
Le rane aprirono il concerto
Seguite dai passerotti
Dai grilli e le cicale
Per dare la sveglia al resto degli animali
Della valle silenziosa
Ci presentano il loro concerto
Umido gracidare di rane.
Tra fluttuanti canne
Ed alti pioppi
Proiettati verso il cielo
Il concerto è in crescendo
C'è quello delle rane
Mentre sopra i rami degli alti pioppi
Rispondono le cicale con il loro
Interminabile frinire
Lungo i fossati
Abbiamo incontrato
Alcuni pescatori di rane
Con il loro carniere pieno
Perché domani sarà la festa del paese
Ed è tradizione a tavola mangiare
La frittata di rane con il salame
Tra le rane, le cicale e i passerotti
Si diffonde nella valle
Una musica quasi celestiale,
Una musica che non ti fa addormentare
Nella verde e grande prateria
Alcuni cavalli stanno a galoppare
Sul dorso del dio aridanio,
I cavalieri rallentano le briglie
Dei bai cavalli al galoppo
Sui prati verdi che ti circondano
Trapunto di stille.
Nel silenzio profondo. La valle
Affonda con il peso
Dei suoi pioppi contorti
Occhi lucenti delle onde vicine
Con il fascino d'un canto
Intorno
Alle tue vecchie mura erette
Del cascinale dai mattoni rossi
Nera di fumo del suo
Camino sempre acceso.
Come lo scorrere del suo tempo
E' diventata il tempio del grande
Fiume della vita
Come dal cuore
Dei nostri ragazzi
Che corrono liberi e felici
Lungo la golena verde ed i prati fioriti
Dalle finestre di questo vecchio cascinale
Si vede il fiume con il vecchio battello
Scorrere silente
Diretto verso la laguna
Per poi attraccare nel molo di Venezia
Vicino a Piazza San Marco
Con il suo carico di allegri
turisti mantovani
Mentre il fiume
Che lontano movendo
A gocce ti rifluisce
Sulle tue mura
Come le guance dei tanti bambini
Che corrono felici lungo il sentiero
Verso il sole
Che scalda la vita.

Lungo le rive del Po
Mi piace leggere questi versi accompagnato da:
http://www.youtube.com/watch?v=fgZOiExAXSk
 
 
 
 
 
 
postato da: RenzoMontagnoli alle ore 20:52 | link | commenti (3)
categorie: poeti e poesie
lunedì, 28 settembre 2009

Se muore la parola, di Wilma Marian Certhan

Basta riflettere un attimo e così salta subito agli occhi che accadrebbe se morisse la parola.
 
Se muore la parola
Se muore la parola
di Wilma Marian Certhan

Se muore la parola
tutto si ferma,
sbiadiscono i colori delle rose,
attonito sta il cielo
ad avvolgere il mondo,
consapevole del suo
essere inutile.

A me, tutto d’intorno,
cresce il silenzio,
come torre d’avorio
mi rinchiude,
altro non so e non vedo,
altro non sento
che il battito del cuore
sempre più lento
sempre più distratto,
consapevole del suo
essere inutile.

Se muore la parola
io piango il lutto
mentre l’abbraccio
per tutto quel che è stata,
per l’amore che ha cullato
in te, in me, in noi,
ma insieme a lei

anch’io

io dentro muoio.

Se la parola muore
non esiste più nulla.
 

Nemmeno si potrebbe più dire cosa si prova ascoltando questa musica meravigliosa:
 
http://www.youtube.com/watch?v=npIEw0k6FfE
 
 
 
 
 
postato da: RenzoMontagnoli alle ore 17:34 | link | commenti (9)
categorie: poeti e poesie
sabato, 26 settembre 2009

Anonimo, di Renzo Montagnoli

Ah, la tremenda solitudine di un amore non corrisposto.
 
Anonimo
Anonimo
di Renzo Montagnoli
 
Ti guardo e non mi vedi
ti sfioro e non t’accorgi
sono solo un volto anonimo
uno fra tanti che ogni giorno
per strada incontri
senza un saluto
senza un sorriso.
Attendo solo un cenno
ma tu passi oltre
ti sono sconosciuto
io che invece so
che sei la gioia
e il tormento
di un’ombra
che si confonde
con il grigio di una vita
senza te.
 
 
La canzone è cantata da Charles Aznavour:
 
http://www.youtube.com/watch?v=1KcBiZ4EA-I
 
postato da: RenzoMontagnoli alle ore 18:11 | link | commenti (18)
categorie: poeti e poesie
giovedì, 17 settembre 2009

Invincibili, di Jolanda Catalano

L’uomo al centro dell’universo? E’ la sua eterna illusione.

Invincibili
 
Invincibili
 
di Jolanda Catalano
           
Invincibili.
Così ci credevamo.
E siamo stati delusi,
massacrati dal nostro io confuso
tra sentieri di gioia e albe ingrate.
Così, così si defilarono i giorni
nell’attesa vana, irrisolta
di un bene estremo
per condurci altrove.
Ma era la fine,
il buio rappreso
di una stantia gloria
lievitata nell’anima
con radici di superbia
e inconcludenti fiori
già recisi .
Invincibili,
ci credevamo capaci
di risolvere enigmi
con segni,
geroglifici mobili al pensiero,
non decifrabili certo
in questa vita.
Ed ora, vinti,
pensiamo di volare,
di salire l’ Olimpo della parola
con coppe d‘ambrosia nelle mani
e troni inesistenti
per un dire
che non si sposa più con il dolore
né ferma ancora
punti esclamativi.
Irrisolti,
con la presunzione d‘essere fratelli,
vaghiamo come ombre all’ imbrunire
e il Tempo gode
di questa nostra assenza
e, libero, ci toglie
giorni nuovi.
 
(da Invincibili – Edizioni Città del Sole, 2005)
 
La colonna sonora è famosa:
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
postato da: RenzoMontagnoli alle ore 08:37 | link | commenti (7)
categorie: poeti e poesie