L'armonia delle parole

Quando le parole, sapientemente accostate, sono armonia.

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sabato, 17 ottobre 2009

Agata, di Renzo Montagnoli

Si fa presto a dire era solo un cane, ma per me questa bestiola, compagna fedele per 11 anni, ha rappresentato molto di più. Mi è stata vicina nei momenti bui, dopo la morte della mia prima moglie, e con le sue attenzioni e il suo affetto ha evitato che commettessi un gesto irreparabile e mi ha fatto venire nuovamente la voglia di vivere.
Era più di un’amica, era una di famiglia, silenziosa, ma sempre pronta a essere presente.
Io e mia moglie l’abbiamo amata tanto, un affetto superiore a ogni nostra aspettativa, perché sembrava perfino capire i nostri discorsi, cercava di sanare i nostri pochi screzi.
Ora c’è un vuoto senza di lei che con il tempo verrà colmato, perché il ricordo di qualcosa di bello è il rifugio per le malinconie che verranno.
Agata è morta oggi, alle 9,20, dopo un giorno di agonia. Era vecchia e questo era il suo problema. Non soffriva, per fortuna, e così ho rinunciato volentieri all’eutanasia, affinché spirasse nella casa dove era arrivata dopo tre anni di canile municipale.
Avevo scritto tempo fa una poesia che ora ripropongo.
Mi sembra il modo migliore per ricordarla.
 
Agata
 
Sei la compagna di tanti anni,
sempre vicina,
attenta a cogliere le mie emozioni.
Mi guardi con quegli occhioni scuri,
pendi dalle mie labbra
e più di altri comprendi quanto voglio dire,
perché tu conosci il mio animo,
perché tu sei parte di me.
Non sei che un cane,
ma mi hai dato più di quanto
tu abbia ricevuto da me:
un affetto sincero, incrollabile,
la scelta di partecipare comunque
alle mie gioie e ai miei dolori.
 
Agata 
postato da: RenzoMontagnoli alle ore 11:47 | link | commenti (27)
categorie: ricordi
lunedì, 07 gennaio 2008

Premio di Poesia Lorenzo Montano - XXII Edizione - scadenza 31 marzo 2008

ANTEREM
RIVISTA DI RICERCA LETTERARIA
 
 
Con il patrocinio di Regione Veneto,
Assessorati alla Cultura della Provincia,
del Comune di Verona e della Prima Circoscrizione,
Università degli Studi e Biblioteca Civica di Verona
 
Premio di Poesia
Lorenzo Montano
V e n t i d u e s i m a E d i z i o n e
 
 
Il Premio è dedicato al poeta Lorenzo Montano
(Verona 1895 – Glion-sur-Montreux 1958).
 
 
Le sezioni del Premio sono
“Raccolta inedita”, “Opera edita”,
“Una poesia inedita”, “Opere scelte”.
 
 
Il montepremi è pari a Euro 13.500,00.
 
 
I premi saranno attribuiti nell’ambito
della Biennale Anterem di Poesia.
 
  BANDO DEL PREMIO
Premio
«Raccolta Inedita»
Patrocinio: Biblioteca Civica di Verona
 
Al Premio si concorre con una raccolta inedita di poesie non inferiore a 200 versi.
 
Tra i lavori pervenuti, la Giuria del Premio – composta dalla direzione e dalla redazione di “Anterem” – sceglierà l’opera vincitrice, che sarà pubblicata, grazie alla partecipazione della Biblioteca Civica di Verona, nella collana “La ricerca letteraria” di Anterem Edizioni, con una riflessione critica di uno storico della letteratura.
 
Il volume sarà inviato a quotidiani, riviste, critici, biblioteche e università.
 
Al fine di valorizzare i poeti che non hanno mai pubblicato in volume, sono previsti particolari riconoscimenti per le opere prime.
 
A questo proposito le stesse dovranno essere evidenziate sul frontespizio e nella nota biobibliografica.
 
 
Premio
«Opera Edita»
Patrocinio: Assessorato alla Cultura della Provincia di Verona
 
Al Premio si concorre con un volume di scritture poetiche pubblicato dopo il 1° gennaio 2005. Non sono escluse le scritture in forma di immagini o di musica, su supporti video o audio.
 
La Giuria del Premio seleziona tre vincitori, ai quali l’Assessorato alla Cultura della Provincia di Verona attribuirà la somma di Euro 500,00 ciascuno.
 
La Giuria dei Lettori, formata da storici della letteratura e dell’arte, filosofi, critici letterari e docenti universitari, sceglierà tra questi poeti il supervincitore, al quale sarà attribuita dal medesimo Assessorato un’ulteriore somma di Euro 500,00.
 
Particolari riconoscimenti saranno attribuiti agli studenti che, partecipando alla Giuria dei Lettori, svolgeranno i migliori saggi critici sui libri premiati.
  
Premio
«Una Poesia Inedita»
Patrocinio: Prima Circoscrizione di Verona
 
Al Premio si concorre inviando una poesia inedita, che costituisca per l’autore un momento privilegiato nell’ambito della sua ricerca poetica: un testo che proprio nell’unicità trovi la sua ragione.
 
Al vincitore sarà attribuita dalla Prima Circoscrizione di Verona la somma di Euro 500,00.
 
Le poesie finaliste saranno designate dalla Giuria del Premio. La poesia vincitrice sarà scelta dalla Giuria Critica.
 
 Premio speciale della Giuria
«Opere Scelte»
Patrocinio: Regione Veneto
 
Il riconoscimento è destinato dalla Giuria del Premio a un autore che abbia contribuito ad ampliare i percorsi di conoscenza che conducono alla verità poetica nella contemporaneità.
 
Grazie alla partecipazione della Regione Veneto, allo scrittore sarà riconosciuta la pubblicazione, da parte di Anterem Edizioni, di una raccolta di testi selezionati tra le sue opere edite e inedite.
 
Il lavoro antologico, introdotto da un’ampia riflessione critica e corredato da un’esauriente bibliografia, si configurerà come un vero e proprio profilo dell’esperienza letteraria e conoscitiva dell’autore.
 
Ulteriori premi
 
Per tutte le sezioni del Premio sono previste segnalazioni di merito e menzioni d’onore da parte delle varie Giurie. I poeti che otterranno questi riconoscimenti saranno protagonisti della Biennale Anterem di Poesia.
 
A ciascuna delle opere vincitrici sarà dedicato un brano musicale composto dal Maestro Francesco Bellomi, docente del Conservatorio di Milano. Tali brani verranno eseguiti durante la cerimonia di premiazione e compendiati nel sito www.anteremedizioni.it
 
L’Associazione Anterem mette a disposizione una borsa di studio da ripartire tra gli studenti che entro il 31 marzo 2008 abbiano conseguito la laurea discutendo una tesi sulla rivista “Anterem” e sulle questioni cruciali del pensiero poetico che il periodico promuove in connessione con i settori più avanzati del sapere contemporaneo. I concorrenti sono tenuti a inviare una copia della tesi.
 
Tutte le opere pervenute al Premio saranno catalogate e conservate, insieme ai manoscritti e ai volumi dei poeti contemporanei più significativi, presso il Centro di Documentazione sulla Poesia Contemporanea “Lorenzo Montano” della Biblioteca Civica di Verona, a disposizione dei critici e degli storici della letteratura.
 
Modalità di partecipazione
 
Tutte le opere, sia edite che inedite, devono essere inviate in tre copie alla sede del Premio, in via Zorzi 9 - 37138 Verona, Italia, entro il 31 marzo 2008.
 
Su ciascuna delle tre copie va riportata la nota biobibliografica del poeta con indirizzo, recapito e-mail e telefonico.
 
Per partecipare al Premio è necessario iscriversi per almeno un anno all’Associazione Culturale Anterem come Soci Onorari.
 
La quota associativa è di Euro 29,00 – da versare sul c.c. postale 10583375 intestato ad Anterem, via Zambelli 15, 37121 Verona, o con assegno bancario non trasferibile o con vaglia postale.
Tale versamento dà diritto a partecipare a tutte le sezioni del Premio e a ricevere “Carte nel Vento”, notiziario di poesia prodotto da Anterem Edizioni e inviato per posta elettronica.
Copia del tagliando dell’avvenuta rimessa andrà allegata ai testi inviati.
 
L’esito del concorso sarà comunicato a tutti i partecipanti: o per lettera o attraverso il periodico on-line “Carte nel Vento” a coloro che avranno fornito un recapito e-mail.
 
Sarà inoltre reso noto sul sito Internet del Premio: www.anteremedizioni.it
 
 
Verrà altresì pubblicizzato sulla stampa periodica nazionale e sulla rivista “Anterem”.
 
 
Segreteria del Premio: Via Zorzi 9 - 37138 Verona
tel. 3384628830 (dalle ore 14 alle 15 e dalle ore 19 alle 20)
 
 
VINCITORI DELLE PRECEDENTI EDIZIONI
 
Autori
Marcello Angioni, Maria Attanasio, Luigi Ballerini,
Maria Angela Bedini, Ginevra Bompiani, Giorgio Bonacini,
Nanni Cagnone, Paola Campanile, Mauro Caselli,
Franco Cavallo, Giorgio Celli, Marco Ceriani, Mara Cini,
Osvaldo Coluccino, Federico Condello,
Michelangelo Coviello, Albino Crovetto, Bruno De Rosa,
Franco Falasca, Gabriele Frasca, Giovanna Frene,
Vito Giuliana, Alfredo Giuliani, Marcello Gombos,
Cesare Greppi, Stefano Guglielmin,
Gilberto Isella, Renato Job, Anna Malfaiera,
Adriano Marchetti, Francesco Marotta,
Giulio Marzaioli, Nanni Menetti, Giuliano Mesa,
Mario Moroni, Magdalo Mussio, Giulia Niccolai,
Cosimo Ortesta, Camillo Pennati, Marina Pizzi,
Mario Ramous, Michele Ranchetti, Jacopo Ricciardi,
Cecilia Rofena, Antonio Rossi, Roberto Rossi Precerutti,
Cesare Ruffato, Tiziano Salari,
Enrica Salvaneschi, Giovanna Sandri, Lucia Sollazzo,
Maria Luisa Vezzali, Paola Zallio
 
 
Editori
Book, Crocetti, D’Ambrosio, Donzelli, Einaudi, Garzanti,
La Vita Felice, Lietocollelibri, Manni, Marsilio,
Mondadori, Niebo, Scheiwiller, Sometti
 
Comitato Organizzatore
Associazione Culturale Anterem, Rivista di ricerca letteraria “Anterem”
 
Comitato d’Onore
Claudio Magris, Edoardo Sanguineti, Andrea Zanzotto
 
Giuria del Premio
Giorgio Bonacini, Davide Campi, Mara Cini, Flavio Ermini, Marco Furia,
Madison Morrison, Rosa Pierno, Ranieri Teti, Sirio Tommasoli
 
Giuria Critica
Stefano Agosti, Giusi Baldissone, Giorgio Barberi Squarotti, Alberto Battaggia,
Remo Bodei,Ginevra Bompiani, Achille Bonito Oliva, Francois Bruzzo,
Francesco Butturini, Iain Chambers, Anna Chiarloni, Geraldina Colotti,
Agostino Contò, Carla De Bellis,Tullio De Mauro, Cesare De Michelis,
Roberto Diodato, Bianca Maria D’Ippolito, Massimo Donà, Enzo Espa,
Franco Ferrarotti, Gio Ferri, Aldo Forbice, Aldo Giorgio Gargani,
Emerico Giachery, Silvia Giacomoni, Rubina Giorgi, Sergio Givone,
Stefano Guglielmin, Clemens-Carl Härle, Carla Locatelli, Mauro Maldonato,
Adriano Marchetti, Gian Paolo Marchi, Cesare Milanese, Giampiero Moretti,
Bruno Moroncini, Francesco Muzzioli, Fiorangela Oneroso,
Daniele Maria Pegorari, Luigi Pestalozza, Antonio Pietropaoli, Antonio Prete,
 Emanuela Raffi, Lorenzo Reggiani, Franco Rella, Tiziano Salari,
Lucio Saviani, Vittorio Sgarbi, Sabrina Stroppa, Giorgio Taborelli,
Gianni Turchetta, Stefano Verdino, Vincenzo Vitiello
 
 
Giuria dei Lettori
I grandi lettori di “Anterem”, poeti e artisti,
Storici della letteratura e dell’arte, critici letterari e filosofi
oltre agli studenti dell’Università degli Studi di Verona,
dei Licei Classici Maffei e Cotta, dei Licei Scientifici
Fracastoro e Medi di Verona e provincia.
 
 
 
 
 

postato da: RenzoMontagnoli alle ore 12:30 | link | commenti
categorie: ricordi, concorsi letterari
giovedì, 06 settembre 2007

Una Fiera...da ridere

A maggio c’è stata a Villafranca di Verona la Fiera del libro, una manifestazione che l’anno precedente aveva visto la partecipazione di un buon numero di espositori. Contando su questo dato, mi ero ripromesso di fare un servizio specifico, anche perché fra i partecipanti figurava qualche editore a me noto. Inspiegabilmente, quest’anno si è rivelata una grossa delusione, essendo stata pressoché disertata. Che scrivere allora, o addirittura non scrivere? Ho deciso invece di optare per una fiera immaginaria, insomma per un sogno di fiera.
 Fiera di Villafranca
 
Una fiera da sogno, o un sogno di fiera?
             di Renzo Montagnoli
 
Il colpo d’occhio è stupendo: il corso Vittorio Emanuele, che attraversa tutto il centro, è affollato dai gazebo di ben 314 espositori, costituiti quasi esclusivamente da piccole case editrici, alcune delle quali di recentissima costituzione al punto che, non avendo ancora pubblicato, espongono sui banchetti la promessa di farlo.
Sono le 9,30 del mattino di domenica 20 maggio, ma il pubblico è già folto, tanto che la stima effettuata a mezzogiorno parla di circa 70.000 visitatori.
E’ questa la splendida realtà de La primavera del libro allestita a Villafranca di Verona con l’intenzione, nemmeno tanto nascosta, di fare un’agguerrita concorrenza al Festival Letteratura di Mantova e addirittura alla Fiera Internazionale del Libro di Torino.
Al riguardo, basti vedere gli ospiti presenti in questa magnifica giornata di sole, autori in carne e ossa che è possibile incontrare e con cui si riesce anche a conversare.
Ai tavolini del Bar Centrale, intenti a gustarsi un caffè con le famose sfogliatine, altro vanto famoso di questo paesone del veronese, ci sono Roberto Saviano, Alessandro Piperno e Tullio Avoledo. In piedi, un po’ più in là, accalorati in una discussione, si notano Niccolò Ammaniti e Leonardo Colombati. L’atmosfera è allegra e quindi niente diatribe, ma colloqui di pura letteratura a cui i normali lettori possono assistere in prima fila godendo di concetti didascalici, di opinioni difese con vigore, ma senza astio.
Il gazebo del Foglio Letterario vede la presenza dell’inossidabile e onnipresente Gordiano Lupi. Non so, guardi Rai1 e lui c’è, passi su Rai2 e lo trovi ancora; mi ricorda tanto Saddam che aveva diversi sosia.
Comunque, scambio due chiacchiere e non mi riconosce, anzi mi scambia per uno dei tanti autori che ha sbeffeggiato nel suo libello “Nemici miei” e allora sta sulla difensiva. Riesco a farmi riconoscere, ma sembra che abbia ancora qualche dubbio e infatti mi dice: - E’ stato contento, signor Bilancia, del ritratto che le ho fatto in Serial Killer italiani? Se ha qualche cosa da dire, posso sempre riscriverlo o magari metterla fra gli Orrori tropicali.
All’improvviso un rumore assordante e sullo spiazzo antistante il castello scaligero atterra Luca Masali con uno dei biplani di D’Annunzio. Si porta dietro una bella ragazza che ha trovato in soffitta, un’inglesina. Si sa già che si fermerà poco, perché ripartirà prima del mezzogiorno alla ricerca di una perla alla fine del mondo.
La vera, autentica sorpresa però giunge alle 10 e in un tripudio generale si affacciano sul corso loro, sì proprio loro! Andrea Camilleri e Luca Zingaretti presenziano insieme a questa kermesse letteraria, stranamente snobbata dalla nota trasmissione di Rai 3 Fahrenheit perché pare che Marino Sinibaldi pretendesse che fra le star figurasse anche un altro nome e dopo vedremo quale.
Sono preceduti da Catarella, o meglio da chi interpreta Catarella, e che in mancanza di una porta contro cui andare a sbattere centra il primo lampione che trova. Risultato? Interruzione della corrente elettrica per circa 30 minuti.
Mi perdo un po’ in questa massa fluttuante, in questo fiume di gente che scorre impetuoso, ma non posso fare a meno di notare che, davanti alla chiesa, c’è lo stand delle Edizioni Paoline, con l’ultimo libro di Benedetto XVI, guardato a vista da quattro aitanti guardie svizzere che, ogni tanto, si fanno gli occhi dolci fra di loro.
Purtroppo, unico difetto della perfetta organizzazione, dall’altra parte della strada c’è lo stand islamico, con diversi edizioni di un unico volume: il Corano. Ci sono poi manuali vari, di uso pratico: Come fabbricarsi una cintura esplosiva; Il kamikaze perfetto; Il paradiso di Allah (vietato ai minori di 18 anni).
Indubbiamente le edizioni Paoline mostrano una maggiore varietà e, oltre al citato testo di Ratzinger, ci sono titoli che non possono che costituire richiamo: L’astinenza sessuale nei cardinali ultraottantenni; Atti impuri.
E alle 11 accade il fattaccio, con un islamico un po’ alticcio che scaglia un Corano contro il Gazebo delle Paoline. La risposta è immediata e il volume di Benedetto XVI, con il perfetto lancio parabolico di una guardia svizzera, centra la testa di un iman. Scoppia così la battaglia, a colpi di libri, che si esaurisce nel giro di una decina di minuti, quando dalla chiesa esce candido proprio lui, con la barba fluente e le braccia aperte. E così Marco Salvador si mette a urlare: - Fratelli, il quarto comandamento, la casa del quarto comandamento!
Da nemici diventano amici e ora Corani e libri cattolici fioccano sulla testa del povero Salvador, che rientra precipitosamente in chiesa.
- Scommettiamo che non ne esce fino a questa sera?
Mi volto e mi trovo di fronte Remo Bassini, con la camicia tutta coperta da schedine del Totocalcio, del Totip e del Superenalotto.
Prosegue: - Dicono di Marco che abbia per amante Clelia.
Gli faccio: - E tu come lo sai?
- Voci, voci rubate.
 
Il tempo corre, c’è tanto da vedere che gli occhi si affaticano, ma ciò non mi impedisce di notare, appoggiato a un muro, un tipo arcigno, fra lo schifato e l’incazzato. Sto per chiedermi chi sia, quando nella calca s’alza una voce forte, squillante: - Eraclito, dove sei?
La vedo subito, in mezzo a tante teste, ed è lei, non c’è dubbio: Cinzia Pierangelini fende la folla alla ricerca della sua creatura, accompagnandosi con il violino, un suono melodioso che dovrebbe costituire un richiamo irresistibile per il suo Eraclito.
E lui, invece, che fa?
S’infila nel muro, imprecando:
- Eraclito, qui, Eraclito lì, mai un attimo di tregua. Rompi ancora un po’ che ti scrivo io una recensione delle mie!  
 
Mi accorgo che è quasi mezzogiorno e la gente, a messa finita, comincia a uscire dalla chiesa. Truccato, con barba e capelli verde Irlanda, in modo da non farsi riconoscere, c’è anche Marco Salvador, ma le sorprese non sono finite, perché sulla porta del tempio, a salutare le sue pecorelle, c’è Don Luisito Bianchi. Ha entrambe le mani impegnate: nella destra non tiene un breviario, ma La messa dell’uomo disarmato; nella sinistra tiene una pistola… ad acqua.
La radiolina gracchia qualche cosa, una voce non sconosciuta: è Marino Sinibaldi che lancia un monito agli organizzatori.
- Che sia la prima e l’ultima volta. Alla prossima, se volete che ci sia, dovete invitare anche Milvia Comastri, che così mi intervista. E che cazzo, un uomo ha il diritto, dopo tante interviste che fa, di essere pure lui intervistato. Pretendo che sia Milvia Comastri, eccellente scrittrice, quella per intenderci di “Donne, ricette, ritorni e abbandoni”, un volume che consiglio a tutti, con esclusione delle ricette. Ho provato a farne una e da due giorni giro con l’orinale in mano...
Mentre mi accomiato, con dispiacere, da questa festa, giunge l’ultima notizia: a Dossobuono, fermato e trattenuto dalla polizia, il regista Ermanno Olmi. Nel baule dell’auto aveva martelli e chiodi e si sa per certo che si dirigeva verso Villafranca…
 
postato da: RenzoMontagnoli alle ore 06:41 | link | commenti (16)
categorie: ricordi
mercoledì, 01 agosto 2007

Un uomo per tutte le stagioni della vita

 

Sono tre anni che Tiziano Terzani ci ha lasciato e penso che sia doveroso ricordare questo grande uomo con una riflessione che avevo scritto in occasione del secondo anniversario della sua morte.

 

 

Un UOMO da ricordare, sempre

 

 

Non amo le commemorazioni, giorni in cui si ricorda un evento, un personaggio, per poi metterlo in disparte, salvo ripresentarlo la stessa data dell’anno successivo.

Il 28 luglio, però, è il secondo anniversario della scomparsa di Tiziano Terzani, un grande scrittore, ma, soprattutto, un grande UOMO. Sì, non ho sbagliato, UOMO è scritto a tutto tondo in maiuscolo, ed è anche poco per uno che ha segnato la storia vivendola in prima persona, giorno dopo giorno, ora dopo ora, nel completo rispetto delle idee che andava predicando. Ha saputo dimostrare che il miglior insegnamento è l’esempio e mentre scrivo mi sembra di veder emergere dal foglio quella folta barba bianca da cui prorompeva la straordinaria luminosità dei suoi occhi.

E’ stato definito in vari modi: maestro di vita, religioso laico, ma io preferisco ricordarlo come uomo, secondo quel concetto che gli era proprio e che sapeva dare dignità a un essere spesso spregevole. Se l’uomo è la bestia più intelligente, l’uomo Tiziano Terzani è l’uomo, cioè ciò che dovrebbe essere e, purtroppo non è, questa specie superiore di cui facciamo parte.

Se Gandhi è stato il profeta della non violenza, Terzani è stato il profeta del dialogo, di quella indispensabile comunicazione fra gli uomini volta a evidenziare i comuni punti di contatto e non a esaltare le inevitabili divergenze.

Sì, perché il più grande nostro nemico può tenderci la mano se cerchiamo in lui ciò che ci unisce, non ciò che ci divide.

Un’amica mi ha pregato di ricordarlo sul mio sito e io ci ho provato, ma il miglior ricordo che ho di lui è sempre dentro di me, è quella tolleranza che, ammetto con difficoltà, cerco di avere ogni giorno, è quel senso di pace con me stesso che mi fa indignare, ma senza odio, per tutti gli orrori che non pochi uomini perpetuano nel tempo, è quella consapevolezza che il cammino verso la specie superiore sarà lento, ma inarrestabile, è quel sogno che un giorno, che mai vedrò, potrà diventare realtà.

Sì, Tiziano Terzani è morto il 28 luglio 2004, ma vive ancora, dentro di me, dentro tutti quelli che aspirano a un mondo di pace e di fratellanza.  

 

 

postato da: RenzoMontagnoli alle ore 06:03 | link | commenti (7)
categorie: ricordi